Piazza dei Miracoli

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La Piazza dei Miracoli, nome con cui è nota Piazza del Duomo, è il centro artistico e turistico più importante di Pisa.

Annoverata fra i Patrimoni dell'Umanità dall' UNESCO dal 1987, vi si possono ammirare i monumenti che formano il centro della vita religiosa cittadina, detti appunto miracoli (da Gabriele d'Annunzio) per la loro bellezza e originalità: la Cattedrale, il Battistero, il Camposanto, e la Torre pendente. D'Annunzio usa questo termine nel Romanzo Forse che sì, forse che no, del 1910, impiegando per la precisione la locuzione "prato dei Miracoli". Spesso il termine "piazza dei Miracoli" viene confuso con un altro: "Campo dei Miracoli". Quest'ultimo è un campo immaginario, presente nel racconto Pinocchio, dove il burattino veniva invitato dal Gatto e la Volpe a piantare degli zecchini d'oro per ottenere un albero delle monete.


Monumenti
Duomo di Pisa Il cuore del complesso è il Duomo di Santa Maria Assunta, la cattedrale medievale. È una chiesa a cinque navate col transetto a tre navate. Cominciata nel 1064 dall'architetto Buscheto, ha dato origine al distintivo stile Romanico Pisano. La ricchissima decorazione comprende marmi multicolori, mosaici (importantissimo quello del catino absidale, eseguito da varie maestranze fra cui Cimabue) e numerosi oggetti di bronzo provenienti dal bottino di guerra, fra cui il Grifone utilizzato come acroterio est del tetto. Gli archi a profilo acuto fanno riferimento ad infuenze musulmane e del meridione d'italia, soprattutto la seconda Abbazia di Montecassino La porta principale in bronzo massiccio fu fusa nella bottega del Giambologna, ma anticamente i visitatori entravano nel Duomo attraverso la Porta di San Ranieri, di fronte alla Torre Pendente: fusa intorno al 1180 da Bonanno Pisano, e unica scampata all'incendio che semidistrusse la navata nel Cinquecento, questa porta fu trasferita dal suo posto originale di fronte al Battistero in seguito appunto all'incendio, per essere sostituita dalla porta manierista . L'interno è rivestito di marmi bianchi e neri, ha un soffitto a cassettoni dorati, alcuni affreschi. Fu ampiamente ridecorato dopo un incendio del 1595, che distrusse la maggior parte delle opere medievali; furono aggiunti allora gli altari laterali e i grandi dipinti lungo le pareti delle navate laterali. L'impressionante mosaico absidale del 1302, del Cristo in Maestà, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Evangelista, generalmente attribuito a Cimabue (ma che probabilmente fu autore solo del San Giovanni), sopravvisse comunque all'incendio. La cupola in legno strutturale, all'intersezione della navata e del transetto, dall'inusitato profilo ellittico, fu decorata da Riminaldi con l'Assunzione della Vergine. La leggenda vuole che Galileo abbia formulato la sua teoria sull'isocronismo del pendolo guardando l'oscillazione del lampadario per incenso che scendeva dal soffitto della navata. Il lampadario presente tutt'oggi, noto come Lampada di Galileo, non è quello che vide all'epoca lo scienziato, ma risale a qualche anno dopo. L'originale lampada, molto più piccola e semplice (e che quindi poteva oscillare col vento), è oggi presente nel Camposanto all'interno della cappella Aulla. Le impressionanti colonne granitiche in stile corinzio fra la navata e l'abside provengono dalla moschea di Palermo, bottino della battaglia nella Cala dai Pisani nel 1063.

Torre di Pisa
La Torre di Pisa è la più famosa torre pendente del mondo, oltre a un monumento universalmente noto. Iniziata nel 1173, cominciò a inclinarsi sul lato prima che fosse completato il terzo piano (1274), per via del suolo di limo sabbioso sul quale poggiano le fondamenta poco profonde, di solo tre metri. La costruzione continuò comunque fino al completamento nel 1350, quando fu ultimata la cella campanaria e vi furono poste le sette campane, essendo la torre il campanile della cattedrale. Sei degli otto piani sono circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale. L'altezza è di 54 metri e mezzo, la pendenza di circa cinque metri rispetto alla verticale nel punto più alto. In seguito ai restauri della fine del Novecento, che ne hanno assestato la pendenza, è stata riaperta al pubblico, seppure con un accesso limitato e controllato. Non si conoscono con esattezza i vari architetti che hanno lavorato al campanile. Si dice che sia stata iniziata da Bonanno Pisano, già autore delle porte bronzee del Duomo. Pare altresi' che la cella campanaria sia stata opera di Giovanni Pisano.


Battistero
Il Battistero, dedicato a San Giovanni Battista, s'innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo. L'edificio fu iniziato a metà del XII secolo : "1153 Mense Augusti fundata fuit haec... (Nel mese di Agosto 1153 fu fondata...). Sostituisce un precedente battistero, più piccolo, che si trovava a sud della Cattedrale. La nuova collocazione e le grandi dimensioni sono ispirate al Battistero di Firenze. Fu costruito in stile Romanico da un architetto che si firma "Diotisalvi magister..." in un pilastro all'interno dell'edificio. Presenta una curiosa cupola troncoconica, come quella della chiesa dei Templari a Pisa, che copre solo il giro interno di pilastri (la tecnica costruttiva per una cupola emisferica o poligonale di grandi dimensioni, come a Firenze, era quasi ignota) che in epoca posteriore fu mascherata da una cupola emisferica. Rimase incompiuto fino al XIV secolo, quando la loggia, il piano superiore e la cupola furono terminati in stile Gotico da Nicola Pisano e il figlio Giovanni. È il più grande battistero in Italia: la sua circonferenza misura 107.25 m.
L'interno, sorprendentemente semplice e privo di decorazioni, ha inoltre una eccezionale acustica. Spicca il pulpito, scolpito fra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano. Le scene sul pulpito e specialmente la figura dell'Ercole nudo mostrano bene come l'influsso classico rendesse Nicola una precursore del rinascimento.

Camposanto monumentale
Il Camposanto monumentale si trova al limite nord della Piazza. Si tratta essenzialmente di un cimitero cinto da mura. Si dice, secondo uno schema di leggenda di fondazione tipica di altri edifici simili in tutta Europa, che il Camposanto sia nato intorno ad uno strato di terra portato dalla Terrasanta via nave dopo la Seconda Crociata dall'arcivescovo Ubaldo de' Lanfranchi nel XII secolo.
La sua struttura, iniziata nel 1278 da Giovanni di Simone, è quella di un chiostro oblungo in stile gotico fiorito, che però non fu completato fino al 1464, a causa della crisi provocata della sconfitta pisana nella battaglia della Meloria avvenuta nel 1284. Il muro esterno è composto di 43 archi ciechi con due porte.
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